Associazione Nazionale Infermieri per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere

Infezioni nelle strutture residenziali per anziani

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Notizia di Venerdì 25 novembre 2011

Le infezioni correlate all’assistenza nelle strutture residenziali per anziani. 

 

Le aumentate aspettative di vita, il progressivo invecchiamento della popolazione, la riduzione delle difese immunitarie dell’anziano, i trattamenti terapeutici ( es. trattamenti farmacologici prolungati nel tempo), il ricorso sempre più frequente a dispositivi medici (es. cateteri vascolari, catetere vescicale, ecc.), a indagini strumentali diagnostiche e terapeutiche, la difficoltà nell’isolare gli individui infetti dal resto della comunità, la tendenza a ridurre i tempi di degenza ospedaliera hanno reso le infezioni correlate all’assistenza nelle strutture residenziali per anziani un tema di grande impatto e interesse oltre ad una priorità di salute pubblica. 

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha lanciato un progetto denominato “HALT (Healthcare Associated Infections in European Long Term Care Facilities) nelle organizzazioni sanitarie dell’Unione Europea (UE) per rafforzare il controllo delle infezioni correlate all’assistenza e dell’antibiotico-resistenza nelle Long-Term Care Facility 

Il rischio di infezioni correlate all’assistenza nelle strutture per anziani viene considerato, dalla letteratura internazionale, sovrapponibile a quello rilevato in ambito ospedaliero. 

La prevalenza di infezioni nelle long term care facility (LTCs) nei diversi studi varia da 2.7 a 32.7 infezioni per 100 residenti mentre l’incidenza varia da 2.6 a 7.1 infezioni per 1000 giorni di permanenza nella struttura residenziale. L’ampia variabilità dei dati epidemiologici è in parte da ascrivere alla metodologia della conduzione degli studi, alle diverse popolazioni e alle definizioni di caso. 

L’evento infezione in questo setting di cura è frequentemente responsabile di eventi epidemici che possono coinvolgere anche gli operatori sanitari e socio sanitari. 

Le infezioni più frequenti sono: le infezioni urinarie, respiratorie (spesso hanno carattere epidemico), gastrointestinali (es. infezione gastrointestinale da Clostridium difficile), della cute e oculari. Nei soggetti anziani, frequentemente, le infezioni si manifestano in maniera subdola e atipica o addirittura non si manifestano, fattore per cui alcune infezioni possono passare inosservate.  

I principali fattori di rischio sono correlati:all’età degli anziani, alla istituzionalizzazione, alle polipatologie ad andamento cronico, all’ immunodepressione, ai trattamenti farmacologici prolungati (es. antibiotici, steroidi..) allo stato mentale frequentemente alterato, alla presenza di dispositivi medici invasivi a rischio di contaminazione ecc. 

La maggior parte delle infezioni contratte dagli anziani nelle strutture residenziali sono di carattere endogeno e originano a partire dalla flora batterica comunitaria (es. cute, nasofaringe, urogenitale e perineo. La trasmissione infettiva avviene principalmente per contatto diretto, in particolare con le mani, ma anche per via aerea, tramite gli alimenti. 

Le principali strategie per il controllo delle infezioni in questo setting di cura sono: l’identificazione precoce di segni e sintomi predittori di una infezione (da parte del personale di assistenza), l’adesione alle buone pratiche assistenziali e ai principi di igiene generale, la formazione continua degli operatori per mantenere “viva” l’attenzione al controllo delle infezioni, l’igiene ambientale, l’utilizzo appropriato degli antibiotici.  

 

 

Allegati:
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