L‛incidenza di infezioni correlate all‛uso degli endoscopi è oggi ritenuta estremamente rara (1 su 1.800.000 procedure, pari allo 0,000056%) , di contro, ancora oggi sono ritenute attribuibili all’utilizzo di dispositivi medici (Guideline ASGE,2011) Dal 1996 gli stati membri dell‛Unione Europea hanno emanato circolari attuative che prevedono la sospensione per 12 mesi dalla donazione di sangue i soggetti che sono stati sottoposti a “procedure endoscopiche con biopsia mediante uso di strumenti flessibili”.
Anche se non sempre è possibile stabilirne il nesso causale, tutti gli studi sono concordi nell‛affermare che nella quasi totalità di infezioni trasmesse al paziente in seguito ad un esame endoscopico si è dimostrato un difetto delle procedure di pulizia e disinfezione dell’endoscopio e/o degli accessori oppure una malpractice nella gestione della lavadisinfettaendoscopi.
La contaminazione dello strumento dopo l’utilizzo può avvenire durante la fase di prelavaggio , la fase di lavaggio/disinfezione (tempo di esposizione, mancata perfusione dei canali, disinfettante inappropriato e/o esaurito) , l‛asciugatura e lo stoccaggio dello strumento.
Nella maggioranza dei casi in cui si è verificata una infezione o un evento epidemico non si risale alla causa della contaminazione, questo ci deve preoccupare perché ciò che non si conosce rappresenta un’insidia più pericolosa.
I patogeni coinvolti sono diversi, comprendono virus (es. HBV, HCV, HIV) funghi, parassiti e forme batteriche vegetative (es. Pseudomonas Aeruginosa, Salmonella, Burkholderia, Stafilococco epidermidis e aureus, Neisseria, Enterobacter aerogenes).
Le misure principali per la prevenzione delle infezioni correlate all’ endoscopia digestiva sono l’adesione alla buona pratica del reprocessing degli endoscopi e degli accessori, la buona pratica di sterilizzazione degli accessori sterilizzabili (es. pinze bioptiche ecc.), il rispetto dei principi di igiene generale, la corretta gestione della lavadisinfettaendoscopi, la scelta appropriata delle soluzioni di disinfezione ad alto livello e la loro corretta gestione.
A queste misure occorre aggiungere la formazione continua degli operatori, un operatore competente e consapevole è il prerequisito per l’adesione alla buona pratica, la manutenzione periodica e straordinaria delle attrezzature, l’antibioticoprofilassi per alcuni target di pazienti come previsto dall’evidence based medicine.
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